Autore: Valerio Cornolti

Come guadagnare con Opportunity, il social network monegasco

Come guadagnare con Opportunity, il social network monegasco

Opportunity, il social network che permette di guadagnare condividendo immagini e commentando le notizie degli amici senza trascorrere intere giornate davanti al PC.

Opportunity, nato dall’idea del imprenditrice italiana Krissy Pesciglione che risiede nel Principato di Monaco, sembra essere il candidato perfetto per diventare il primo social network che permette di guadagnare. Fondato il 15 ottobre 2015 ha attirato l’attenzione di molti utenti, grazie a questa sua caratteristica, che hanno generato 420 mila like, 70 mila commenti, 50 mila post e 45 mila messaggi privati, oltre ovviamente ad aver distribuito 40.000 € di premi ai suoi utenti. Chi sono queste persone che sono riuscite a guadagnare con Opportunity? Si tratta, per la maggior parte, di iscritti piemontesi che hanno un’età compresa fra i 25 e 55 anni e, a differenza di quello che succede su altri social, tutte le loro attività, compresi i commenti, sono pacate e difficilmente si assiste a degli insulti. Infatti, la maggior parte dei contenuti riguardano cibo, viaggi e animali.

La Dashboard di Opportunity

L’aspetto di questo nuovo social network è molto simile a Facebook, con poche differenze a partire dal colore dominante che è il rosso per arrivare alle azioni disponibili a cui, oltre al like, share e commenta, si aggiunge anche la voce gain. Questa funzione permette di vedere, attraverso un grafico, il proprio guadagno su Opportunity. A questo punto però sorge spontanea una domanda: come arrivano questi guadagni? L’idea e il funzionamento che sta dietro al sistema è piuttosto semplice, infatti, ogni mese è prevista una cifra che verrà destinata ad alcuni utenti. La cifra in questione per il momento è di 10 mila € al mese e, per il mese di marzo verrà divisa in 4 ricompense da 2.500 € destinate a 4 utenti scelti da un algoritmo.

Come si accumulano i GAINS?

I criteri usati non sono, come qualcuno potrebbe pensare, il numero di like o il tempo speso sul social network, infatti questi parametri potrebbero indurre gli utenti a comportarsi in maniera artificiosa con l’obiettivo di guadagnare con Opportunity. In realtà l’algoritmo, che è in continua evoluzione, premia gli utenti che usano il social network in maniera quanto più spontanea possibile. Il sistema analizza nel complesso le azioni degli utenti e ad ognuna assegna una sorta di punteggio, che alla fine del mese decreta se ha diritto o meno alla ricompensa. Ecco allora che nasce un’altra domanda: da dove arrivano questi soldi? Dalla società di Krissy Pesciglione che ha ideato Opportunity e che spera, in futuro, di poter monetizzare il social network aprendolo alla pubblicità di altre aziende.

Come funziona Opportunity? Di cosa si tratta? È davvero un social network che paga i suoi utenti mensilmente? Ecco tutti i dettagli

Come funziona Opportunity, il social network che promette di pagare in denaro i suoi utenti è motivo di scetticismo. In tanti sono increduli in merito al fatto che ritrovare vecchi amici, condivedere foto e stati d’animo possa essere fonte di guadagno. Ebbene si, Opportunity è davvero un social network in grado di produrre e accumulare una sorta di stipendio social.

Nato nel Principato di Monaco, da un’idea dell’imprenditrice italiana Krissy Pesciglione-Cuni, residente a Monaco e co-fondatrice della SARL (Società Opportunity Network), questa nuova piattaforma social è stata lanciata online per la prima volta il 15 ottobre 2015. Tutto il progetto è stato realizzato da un team altamente qualificato. I componenti che si occupano degli aspetti finanziari sono residenti nel Principato, mentre quelli impegnati negli aspetti informatici sono provenienti dalla città di Cuneo.

Opportunity ha una struttura simile a quella di Facebook. L’home page ha una timeline che riporta gli eventi di tutti gli amici, like e condivisioni sono identiche e a destra c’è il pannello per controllare le varie attività. Cosa c’è allora di diverso e in più? Il colore principale è il rosso, per omaggiare il Principato e in aggiunta c’è il tasto Gain: cliccando si apre una pagina visibile solo all’utente che con un grafico a torta indica i progressi fatti per ricevere un premio in denaro.

Ogni azione dell’utente registrata sul social network è fonte di guadagno. Postare una foto, interagire con gli amici o commentare, tutto questo consente di accumulare dei gains (gettoni virtuali) e chi a fine mese ne avrà accumulati di più, vincerà la somma stabilita. Non ci sono strani meccanismi, non viene premiato chi riceve più like o diventa popolare, ma chi registra e utilizza il social in modo naturale e con continuità.

I Vincitori di Febbraio 2016

Nel mese di marzo sono previsti 4 “stipendi social” da circa 2500 euro. Chi paga? La società che ha fondato la piattaforma. Al momento, si tratta di un’investimento. Se Opportunity avrà successo si apriranno prospettive per spazi pubblicitari che consentiranno l’inserimento di altre aziende.

A breve inoltre sarà disponibile anche la versione per aggiungere la propria pagina aziendale definita O-Page.

VUOI ESSERE AVVISATO QUANDO LE O-PAGE AZIENDALI SARANNO DISPONIBILI? FAI CLICK QUI!

Per accedere al “social del guadagno” basta effettuare il login e registrarsi scegliendo una foto profilo, è disponibile in lingua inglese, francese e italiana.

Bhè allora, cogliete l’ Opportunity e provateci!

Google cambia di nuovo (ancora): solo Mobile a partire da maggio!

Google non smette mai di cambiare, in continua evoluzione, cercando di accontentare i propri utenti e rendere la navigazione sempre più attenta ai loro bisogni.

Sappiamo infatti che a partire da maggio prossimo Google premierà i siti mobile-friendly con un nuovo aggiornamento, che gestisce le risposte del motore di ricerca.

Già ad aprile dell’anno scorso avevamo assistito al cosiddetto Mobilegeddon di Google, ma sembra che da maggio, stavolta per davvero i siti che non saranno navigabili da mobile, verranno altamente penalizzati, rischiando così di scomparire dalla ricerca del famoso motore di ricerca.

L’annuncio è ufficiale, la stessa Google avvisa gli sviluppatori affinchè creino piattaforme e siti sempre in linea con le nuove attese ed esigenze degli utenti.

Il consiglio è quindi quello di verificare attraverso il test suggerito da Google, che ci sia effettivamente il rispetto di tutti i requisiti per una funzionale navigazione da mobile (nel caso che non sia così vengono anche forniti alcuni consigli per migliorare i propri siti o le proprie pagine).

E IL TUO SITO E’ MOBILE? SI/NO FAI CLICK QUI E PARLANE CON NOI!

OVVIAMENTE viene anche ricordato che quello dell’aderenza al mobile è solo uno dei tanti fattori di ranking che vengono tenuti in considerazione per il posizionamento e che quindi non possa essere sufficiente da solo a garantire un buon posizionamento nelle RICERCHE. Bisognerà come sempre tener conto anche di contenuti di qualità, per il valore che offrono agli utenti.

Il mobile è comunque destinato ad acquisire sempre più importanza e rilevanza, rispetto al vecchio mondo desktop che a poco a poco sta diventando sempre più di nicchia! Il traffico infatti nella navigazione online è sempre più proveniente da dispositivi mobili, come smartphone e tablet ed è destinato a crescere ulteriormente.

Quindi non resta che verificare che i propri siti siano pienamente responsive e sviluppati nell’ottica di una navigazione mobile davvero efficace, altrimenti si correrà il rischio di essere scavalcati nella SERP dai propri competitor.

Come ha spiegato Klemen Kloboves, ingegnere Google, sul blog ufficiale: “Rintracciare su Google una risposta rilevante e precisa, non deve dipendere dal dispositivo usato! Si deve potere avere la migliore risposta con un’interrogazione da desktop, smartphone o tablet”.

Google raccomanda quindi di usare tecnologie HTML(5) – CSS – JavaScript, per utilizzare il responsive design e realizzare così siti davvero mobile. Sempre di più infatti sono gli utenti stessi a decidere se restare o meno su un sito non navigabile da smartphone: secondo uno studio di Adobe nel 2015 il traffico organico sarebbe diminuito del 10% sui siti non ottimizzati, subito dopo il Mobilegeddon del 2015.

Noi di Digital.Aim  garantiamo da sempre la massima resa e performance per siti, portali e e-commerce responsive, con una navigazione da mobile davvero piacevole e semplice! Se vuoi proponici il tuo progetto, saremo felici di esserti di aiuto!

Su ‪#‎WhatsApp‬ è ora possibile formattare il testo!

Scoprite come fare per scrivere in grassetto, corsivo e barrato

Su ‪#‎WhatsApp‬ è ora possibile formattare il testo! Scoprite come fare per scrivere in grassetto, corsivo e barrato

Se sei un utente WhatsApp – e le probabilità sono alte dato che più di un miliardo di persone utilizza l’applicazione ogni mese – se si potrebbe interessarti sapere che la chat app ha appena aggiunto alcune nuove opzioni di formattazione. Ora è possibile utilizzare grassetto , il corsivo ebarrato nei tuoi messaggi con amici e familiari.

Questi trucchi, un aggiornamento  che in realtà (un po ‘) cambia come le persone utilizzano WhatsApp, sono abbastanza facili da utilizzare:

  • Per grassetto: aggiungere un asterisco (*) prima e dopo le parole : ad esempio * ciao*
  • Per il corsivo: aggiungere un underscore (_) prima e dopo le parole : per esempio _hello_
  • Per barrato: aggiungere una tilde (~) prima e dopo le parole : per esempio ~ ~ ciao

Questi nuovi stylings possono essere inseriti anche nel client Web WhatsApp – che ha lanciato lo scorso anno – ma la formattazione verrà visualizzata solo nella versione App-based di chat.

WhatsApp non ha introdotto molte nuove caratteristiche dal suo lancio, oltre a chiamate vocali ,  preferendo mantenere le cose semplici. Questo è abbastanza differente di altre applicazioni di messaggistica, che hanno aggiunto i pagamenti, bot, giochi, conti ufficiali, adesivi e molte altre caratteristiche per offrire una maggiore funzionalità.

Markino Z. la sa lunga ed avrà i suoi buoni motivi!

Ma potremmo essere sul punto di vedere la prima mossa per trasformare la messaggistica applicazione WhatsApp in una piattaforma. Facebook, che ha acquisito WhatsApp per $ 19 miliardi di due anni fa , ha recentemente rivelato i piani per consentire conti aziendali all’interno della applicazione , consentendo in tal modo agli utenti di connettersi con le aziende con cui si vuole comunicare tramite il servizio. Che non è ancora avvenuto, ma potrebbe diventare realtà molto presto – forse alla prossima conferenza F8 di Facebook.

In entrambi i casi, la messaggistica è sicuro di essere una grande parte della F8, Facebook rischia di svelare la sua iniziativa bot per Messenger , l’altra applicazione blockbuster che il gigante del social network possiede. A questo punto, però, sembra che WhatsApp continuerà a rimanere la chat applicazione più basilare, con Messenger rischia di diventare un servizio più sofisticato e ricco di funzionalità in un modo simile alle applicazioni di messaggistica popolari in Asia, come wechat della Cina  o di linea in Giappone .

E tu? come comunichi con i tuoi clienti o potenziali clienti: Cosa pensi di fare?
    1. Ti aspettano tempi bui e stai fermo molti giorni senza beccare un cliente e senza passare dal via.

  2. Ti fai trovare, acquisisci clienti e sbaragli la concorrenza.

 

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AMAZON, NUOVO BREVETTO PER FURGONI CON STAMPANTI 3D PER ACCORCIARE IL TEMPO DELLE CONSEGNE

AMAZON, NUOVO BREVETTO PER FURGONI CON STAMPANTI 3D PER ACCORCIARE IL TEMPO DELLE CONSEGNE

Amazon da sempre è all’avanguardia nello studio di sistemi che possano migliorare il servizio offerto ai suoi clienti: a partire da una politica di prezzo molto aggressiva fino ad algoritmi sempre più complicati, passando per le improbabili consegne a domicilio via drone.

Come sempre in questi casi la stampa studia i brevetti depositati dalle grandi compagnie, perché oggi la sfida tra i big player si gioca tutta a colpi di innovazione tecnologica.

CONSEGNE E MAGAZZINO

Per chi opera nel campo dell’ecommerce poi uno dei settori più strategici (e al tempo stesso piùcritici) è quello della consegna dei prodotti, con la relativa gestione del magazzino.

L’obiettivo è quello di rendere le consegne sempre più veloci e, soprattutto, sempre piùeconomiche. Ecco perché la stampa 3D potrebbe imprimere una svolta anche a questo settore.

Abbiamo già parlato dell’Amazon 3D Printing Store, il servizio offerto dalla società di Jeff Bezos che permette all’utente di personalizzare al massimo il prodotto grazie alla tecnologia della stampa 3D.

UN NUOVO BREVETTO

Amazon ha recentemente presentato all’US Patent and Trademark Office un servizio per la consegna rapida di prodotti stampati in 3D.

In pratica il cliente ordinerebbe un prodotto che non esiste e che verrebbe stampato al momento direttamente nel camion più vicino alla destinazione a cui consegnare il tutto.

Per ora si tratta soltanto di un brevetto, quindi non è detto che poi Amazon riesca davvero a mettere in piedi questo nuovo rivoluzionario servizio, ma ancora una volta il colosso di Seattle ha trovato il modo di far parlare di sé, dimostrando anche che non importa quando grande sei,l’unica via per restare grandi è l’innovazione continua.

La geniale pubblicità di un paesino svizzero che fa impazzire il web, si chiama Vrin

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Quando marketing e tecnologia si incontrano ne esce sempre qualcosa di buono.

Un video ad alto tasso di viralità che mostra un approccio al marketing turistico originale, personalizzato e gentile. È quello realizzato per pubblicizzare Vrin  (nell’immagine sopra) , un piccolo paese svizzero con appena 275 abitanti nel cantone dei Grigioni (Graubünden) a 1.500 metri d’altezza sul livello del mare.

Protagonista della pubblicità, una promozione sponsorizzata dall’ente turistico cantonale, è un allegro montanaro locale, che si piazza con il suo laptop su un prato e si collega con un pannello digital signage nella stazione di Zurigo, attraverso il quale interagisce con i viaggiatori.

Viaggiatori ai quali propone di andarlo a trovare e ai quali stampa e offre il biglietto del treno se accettano. Una trovata semplice e low cost, ma di grande impatto, perché alla pubblicità ritagliata su misura per il piccolo paesino si è aggiunto il successo virale del video che la documenta e completa.

ecco il video, buona visione.

UNA PUBBLICITA’ DAVVERO GENIALE. Ora si attendono i cloni.

Valerio Cornolti

 

Gmail introduce il tasto per bloccare le mail inviate da pochi secondi

Un sogno che si avvera. Quante volte abbiamo imprecato per aver inviato una mail che NON doveva assolutamente partire, ma ce ne siamo accorti non appena premuto il tasto invio? Magari ci ha anche creato problemi con amici, clienti, colleghi o fornitori??

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Da qualche giorno Gmail, il servizio mail di Google dà la possibilità ai suoi utenti di fermare le mail inviate per sbaglio con l’opzione “Annulla” che permette di annullare l’invio di un’email entro pochi secondi (5, 10, 20 o 30) dal momento in cui si clicca il tasto “Invia”, funzione per il momento disponibile solo su alcuno client di posta quali Outlook e similari.

Per abilitarlo basterà andare sulla rotella in alto a destra, poi su “impostazioni” e sotto “generali” andare alla voce “annulla invio“, dove si potrà impostare anche la durata del periodo di annullamento dell’invio. In questo modo si ritarda l’effettivo momento in cui viene inoltrata l’email, aggiungendo un intervallo di tempo in cui l’invio viene mantenuto in sospeso e su Gmail viene visualizzata un’opzione “Annulla”, come nell’immagine seguente:

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Fate però particolare attenzione a non premere il tasto accanto “Visualizza messaggio“, per non rendere irreversibile l’invio.

Valerio Cornolti

Facebook, è stata rimossa l’app per conoscere chi ci ha cancellato dalla lista degli amici

Facebook, rimossa l’app per conoscere chi ci ha cancellato dagli amici

La richiesta è arrivata direttamente dal social network di Zuckerberg. “Who deleted me” non è più disponibile. Cancellati tutti i dati degli utenti

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Nei giorni scorsi si era parlato molto di un’applicazione che permetteva di conoscere, quasi in tempo reale, gli amici che ci avevano cancellato da Facebook.

Da sabato 11 luglio, però, non è più disponibile. L’ideatore dell’app, Anthony Kuske, in un breve comunicato ha spiegato cosa è successo: “Sfortunatamente, a causa di una richiesta di Facebook, “Who Deleted Me” non è più disponibile su nessuna piattaforma. L’app (o l’estensione per Chrome) non funzioneranno più. “Who Deleted Me” è stata creata per arricchire l’esperienza degli utenti di Facebook, che però non sembra condividere questa opinione”. Insomma, il giochino non è piaciuto agli uomini di Zuckerberg, che preferiscono mantenere, almeno su questo aspetto, il diritto alla riservatezza dei propri iscritti. Ed è probabile che Facebook abbia minacciato azioni legali, oppure promesso nuovi possibili (e magari più proficue) collaborazioni. Tutte le informazioni personali degli utenti che hanno scaricato “Who Deleted M”e saranno cancellate in brevissimo tempo “entro 24 ore”.

Ma come funzionava “Who deleted me”? Una volta scaricata l’app si sincronizzava con Facebook e, da quel momento in avanti, mandava notifiche ogni volta che un amico rimuoveva un utente dalla propria lista di amici. L’applicazione esisteva dal 2009 ma nell’aprile 2015 Facebook aveva deciso di rimuoverla perché violava alcune regole sulla privacy. E’ risorta, come app esterna, fino a quando il colosso dei social network ha deciso lo stop.

Con questa decisione Facebook punta a difendere la nostra privacy. Almeno così dice.

Valerio Cornolti

Multa annullata? grazie Google Maps!

Quando la Tecnologia è davvero Utile!

Una multa per eccesso di velocità rilevata con autovelox è stata annullata con  Google Maps : è successo davvero, ecco come, dove e quando!

Multa annullata con Google Maps

Una donna sul proprio veicolo è stata multata attraverso telelaser  per aver percorso il tratto stradale che congiunge due paesi della bella Liguria in provincia di Savona, per la precisione Toirano e Borghetto Santo Spirito, a 70 km/h superando quindi di 20 km/h il limite di velocità di 50 km/h, limite massimo stabilito su strade del centro cittadino  dall’art. 3 del Codice della Strada.

L’infrazione prevede una multa salata di 150 euro e il decurtamento di 2 punti dalla patente.

Per centro abitato s’intende un insieme di edifici (almeno 25), delimitato lungo le vie di accesso da appositi segnali di inizio e fine.

Il Ricorso

La Donna, che non si è persa d’animo, ha quindi fatto subito richiesta di ricorso al Giudice di pace includendo, in sua difesa, delle immagini tratte da Google Maps, il servizio accessibile dal relativo sito web che consente la ricerca e la visualizzazione di carte geografiche di buona parte della Terra. Le immagini hanno infatti dimostrato che la definizione di centro cittadino non era rispetta, pertanto c’erano gli estremi perché la sua domanda di ricorso venisse accolta. E così è stato.

Motivazione della sentenza

Tra le motivazioni della sentenza del Tribunale di Savona si sottolinea: «Quello fotografato non può in nessun modo assurgere al rango di centro abitato. Non si scorge la presenza di almeno 25 fabbricati continui quanto piuttosto di ampie zone di campagna, al più intervallate qua e là dà episodi edilizi isolati non sufficienti a giustificare la classificazione operata dal Comune».

L’errore è quindi da imputarsi al Comune che ha introdotto un limite di velocità non consono al tratto stradale.

Questa sentenza apre a nuovi scenari per svariati ricorsi, considerato che il limite di velocità di 50 km/h, specie in aree rurali, viene di sovente adottato.

GRAZIE GOOGLE MAPS.

Giustizia è Fatta!!!

Facebook confessa: le immagini del profilo gay-friendly erano una indagine di mercato!

Chi ha aderito alla campagna di Facebook ha partecipato inconsapevolmente ad una indagine di mercato promossa dal social

Facebook confessa: le immagini del profilo gay-friendly erano una indagine di mercato 30/06/2015 – Anche voi avete colorato la vostra immagine del profilo utilizzando l’apposita applicazione di Facebook ? ebbene sappiata che inconsapevolmente avete partecipato ad una indagine di mercato. Dunque Facebook, al di la dei festeggiamenti per la sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti che venerdì ha riconosciuto come diritto costituzionale il matrimonio omosessuale, ha anche condotta una indagine di mercato per studiare la propagazione dei fenomeni virali. In parole povere Facebook ha cercato di studiare fino a che punto riesce a creare campagne virali, o meglio a manipolare l’utenza.Il tutto potrebbe dare utili indicazioni ai gestori del social network sulla propria capacità di influenzare il dibattito pubblico. Facebook è riuscita nel suo intento ?

A giudicare dai risultati sembra proprio di si.Facebook non è nuova a queste campagne: lo scorso marzo, inoltre, uno studio realizzato da Bogdan State, ricercatore a Stanford, e Lada Adamic, data scientist di Facebook, aveva analizzato una situazione analoga: il cambio delle immagini profilo con il logo della “Human Rights Campaign” a favore delle nozze gay. Facebook dunque sta indagando anche le nostre menti.

Facebook, campagna gay indagine di mercato –

Digital.AIM Italy

Digital marketing, i 4 canali che generano il maggior ritorno sull’investimento


Digital marketing, i 4 canali che generano il maggior ritorno sull’investimento

 

Il digital marketing è decollato, si è diffuso, evoluto e ampliato fino a convincere della propria efficacia anche gli imprenditori più scettici e le aziende più tradizionali.L’evoluzione ha però portato con sé la diversificazione, e i canali digitali si sono moltiplicati obbligando le imprese a operare scelte di investimento in base ai propri target, obiettivi di marketing e prospettive di ritorno sull’investimento.

A identificare i 4 canali digitali che, secondo studi e statistiche, offrono il ROI più elevato è Chris Kyriacou, che su Social Media Today ne analizza le caratteristiche vincenti rispetto ad altre forme di marketing digitale.

Mobile marketing
La diffusione degli smartphone, stimolata anche dall’accesa competizione fra Apple e Samsung, ha determinato l’ascesa del mobile marketing. Nell’ultimo anno, a rendere il canale molto profittevole è stato l’utilizzo delle app e delle notifiche push che queste inviano agli utenti. I brand più attenti hanno compreso al volo le potenzialità delle app e sono corse a svilupparne di proprie, sfruttando anche la riluttanza degli utenti a eliminarle dal proprio smartphone una volta installate. Le notifiche inviate dalle app hanno un tasso di lettura del 97% e un ROI più alto del 300% rispetto ad altre forme di messaggistica di marketing.

Email marketing
Se si basa su un database consistente e mirato, l’email ha una “resa” molto elevata rispetto ad altri strumenti di marketing digitale. Secondo le statistiche citate da Kyriacou, il 70% degli utenti apre sempre le email inviate dai loro brand preferiti, determinando così un ROI molto alto.

Siti web responsive
I dispositivi mobili stanno sorpassando i computer, e gli utenti del web utilizzano smartphone e tablet in maniera crescente per navigare in rete e per fare acquisti online. I siti responsive, progettati cioè in modo da sapersi adattare a qualsiasi dispositivo con una visualizzazione a misura dei diversi schermi, sono quelli che hanno registrato i maggiori incrementi di traffico, anche perché “premiati” dall’algoritmo di ricerca di Google. Kyriacou indica che il 67% degli utenti preferisce acquistare un prodotto o un servizio su un sito che si visualizza correttamente su mobile e che si carica velocemente: l’investimento per rendere un sito responsive è quindi fra quelli che garantisce un elevato ritorno.

Social media
Sebbene il ROI dei social media sia un argomento controverso, con tesi autorevoli che lo avallano e controtesi altrettanto autorevoli che lo smentiscono, il punto, secondo Kyriacou, è che i benefici di una presenza social sono decisamente superiori agli eventuali svantaggi. Se si fosse misurato il ROI della tv, o del computer, o di internet dei primi anni nessuno vi avrebbe investito e ora saremmo ancora agli albori della tecnologia, ha detto il guru delle vendite Jeffrey Gitomer. I social media non devono essere considerati uno strumento commerciale, ma un canale per costuire relazioni il cui ritorno si misura sul lungo termine.